Sabato e domenica si è votato per il rinnovo del Parlamento Europeo e della Commissione Ue, due organi che attraverso politiche lavorative e sociali hanno negli anni aperto la strada a nuove prospettive e sfide per i lavoratori europei.
L’Europa sta attraversando un momento storico molto impegnativo, dalla guerra alla crisi economica, motivo per cui è fondamentale avere ben chiare quali siano le attuali politiche sul lavoro e come potranno cambiare con l’inizio di questa nuova legislatura europea.
L’attuale Stato delle Condizioni di Lavoro e dei Diritti dei Lavoratori in Europa
Le condizioni di lavoro e i diritti dei lavoratori in Europa hanno subito un’evoluzione significativa grazie alle politiche messe in atto dall’Unione Europea (UE). Oggi, esaminiamo da vicino l’attuale scenario del lavoro nell’UE, focalizzandoci sulle normative vigenti e sulle misure adottate per proteggere i lavoratori.
L’UE ha introdotto una serie di norme in materia di lavoro che assicurano un alto livello di protezione sociale. Tali norme includono requisiti minimi sui salari e sulle condizioni di lavoro, come l’orario massimo settimanale, tutelano i lavoratori part-time e i lavoratori distaccati, e garantiscono il diritto dei lavoratori a essere informati su aspetti importanti del loro impiego. Queste misure possono essere considerate i fondamenti della dimensione sociale dell’UE.
Le parti sociali (sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro) sono coinvolte nell’elaborazione delle politiche sociali e occupazionali europee, nel cosiddetto “dialogo sociale”, attraverso consultazioni e pareri, e possono anche negoziare accordi su delle questioni specifiche.
Salario minimo
L’UE vuole assicurarsi che tutti i lavoratori abbiano un tenore di vita dignitoso. I deputati hanno adottato nuove regole nel settembre 2022 volte a garantire che i salari minimi nazionali siano adeguati.
I paesi possono utilizzare criteri diversi per valutare se i salari sono adeguati, ad esempio possono confrontare i salari con un paniere nazionale di beni e servizi o con valori di riferimento ampiamente utilizzati come il 60% del salario medio lordo o il 50% del salario medio lordo salario. Le norme mirano anche a promuovere la contrattazione collettiva e far rispettare i diritti dei lavoratori.
Orario lavorativo
L’UE ha introdotto degli standard minimi comuni sulle ore di lavoro che sono validi in tutti gli stati membri. La legislazione europea in materia di lavoro stabilisce diritti individuali per tutti i lavoratori, i quali non devono lavorare più di 48 ore a settimana e hanno diritto ad almeno quattro settimane all’anno di ferie retribuite e a periodi di riposo. Le norme europee coprono anche altri aspetti come il lavoro notturno, il lavoro a turni e il ritmo di lavoro.
Condizioni di lavoro nelle nuove forme di occupazione
Nel corso degli anni in Europa si è assistito a significativi cambiamenti nel mercato del lavoro, come la digitalizzazione, lo sviluppo di nuove tecnologie e la crescente flessibilità e frammentazione del lavoro. Questi sviluppi hanno generato nuove forme di impiego e un aumento delle posizioni temporanee e dei lavori non standardizzati.
Per proteggere tutti i lavoratori nell’UE e migliorare i diritti di quelli più vulnerabili (assunti con contratti atipici), il Parlamento ha adottato nel 2019 delle nuove norme che introducono diritti minimi sulle condizioni di lavoro.
La legislazione stabilisce misure pdi protezione quali :
- il limite per la lunghezza del periodo di prova a un massimo di sei mesi
- l’introduzione della la gratuità dei corsi di formazione obbligatori
- il divieto di contratti restrittivi
Ad aprile 2024 il Parlamento ha approvato nuove misure per migliorare i diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali.
Le norme proposte puntano a:
- correggere lo status occupazionale dei lavoratori che potrebbero essere stati erroneamente classificati come autonomi
- regolamentare l’uso di algoritmi e IA per tracciare o gestire i dipendenti, in modo che i lavoratori non possano essere licenziati sulla base di una decisione presa da IA o algoritmi
- proteggere meglio i dati dei lavoratori
- i dati personali e gli scambi con i colleghi non possono essere trattati.
Sempre più persone lavorano per le piattaforme digitali, dove c’è una linea sottile tra essere un lavoratore autonomo e trovarsi in un lavoro precario senza protezione sociale. I deputati stanno lavorando a regole per determinare correttamente lo stato occupazionale dei lavoratori delle piattaforme in modo che i loro diritti siano protetti.
Il lavoro da casa è cresciuto in modo significativo sulla scia della pandemia di Covid-19, ma quella pratica unita allo sviluppo di strumenti di lavoro digitali ha offuscato la distinzione tra vita professionale e privata. I deputati stanno spingendo per regole chiare che rafforzerebbero il diritto alla disconnessione dal lavoro al di fuori dell’orario di lavoro.
Telelavoro
Sebbene il telelavoro abbia aumentato l’efficienza e la flessibilità per datori di lavoro e dipendenti, ha anche offuscato la distinzione tra lavoro e vita privata. Per garantire che l’uso esteso degli strumenti digitali non ostacoli i diritti dei dipendenti, il Parlamento ha chiesto una legge a livello dell’UE che consenta loro di disconnettersi dal lavoro durante le ore non lavorative senza conseguenze. I deputati vogliono anche standard minimi per il lavoro a distanza.
Diritto all’informazione e alla consultazione.
L’UE desidera inoltre che i lavoratori siano coinvolti nei processi decisionali aziendali e ha stabilito un quadro generale per il diritto dei lavoratori all’informazione e alla consultazione.
Le norme europee impongono che, in caso di licenziamenti di massa, i datori di lavoro debbano negoziare con i rappresentanti dei dipendenti.
A livello transnazionale, gli impiegati sono rappresentati dai Comitati aziendale europei. Attraverso questi organi, i lavoratori sono informati e consultati dai loro dirigenti su qualsiasi decisione significativa a livello UE che possa incidere sull’occupazione o sulle condizioni di lavoro. I deputati chiedono un aggiornamento delle regole per rafforzare il ruolo dei comitati aziendali europei.
Le Prospettive Future per il Lavoro in Europa
Le elezioni europee del 2024 hanno aperto la strada a nuove prospettive per il futuro del lavoro nell’Unione Europea. In questa sezione, esploreremo le tendenze emergenti e le sfide che influenzeranno il lavoro in Europa nei prossimi anni, considerando le innovazioni e le politiche proposte dopo le elezioni.
Condizioni di Lavoro in Europa: Innovazioni e Sfide
L’avvento delle tecnologie digitali ha trasformato il panorama lavorativo, introducendo nuove forme di impiego e flessibilità. Tuttavia, ciò ha anche sollevato questioni riguardanti la sicurezza e la protezione dei lavoratori. Le politiche future dovranno affrontare queste sfide, garantendo che le innovazioni nel lavoro digitale siano accompagnate da misure per proteggere i diritti dei lavoratori e garantire un ambiente lavorativo equo e sicuro.
Regolamentazione del Lavoro sulle Piattaforme Digitali
Il crescente utilizzo delle piattaforme digitali per il lavoro ha generato nuove forme di impiego, come il lavoro freelance e la gig economy. Tuttavia, la mancanza di regolamentazione ha portato a preoccupazioni riguardanti la sicurezza, i diritti dei lavoratori e la protezione sociale. Le politiche future dovranno affrontare queste sfide, garantendo una regolamentazione adeguata del lavoro sulle piattaforme digitali e proteggendo i lavoratori dalle forme di sfruttamento e precarietà.
Protezione dei Dati dei Lavoratori
Con l’aumento dell’utilizzo delle tecnologie digitali sul luogo di lavoro, è fondamentale proteggere i dati personali dei lavoratori. Le politiche future dovranno garantire che i dati dei lavoratori siano protetti da utilizzi impropri e garantire la trasparenza e il consenso nell’uso di tecnologie come gli algoritmi e l’intelligenza artificiale per la gestione dei dipendenti.
Flessibilità Lavorativa e Telelavoro
Il telelavoro è diventato sempre più diffuso, offrendo vantaggi in termini di flessibilità e conciliazione lavoro-vita privata. Tuttavia, è importante garantire che il telelavoro non porti a un aumento dello sfruttamento e della precarietà dei lavoratori. Le politiche future dovranno affrontare queste sfide, promuovendo una regolamentazione equilibrata del telelavoro che protegga i diritti dei lavoratori e garantisca un equo trattamento sul luogo di lavoro, indipendentemente dalla modalità di impiego.
Promozione del Welfare Aziendale e della Parità di Genere
Le politiche future dovranno anche promuovere il welfare aziendale e la parità di genere sul luogo di lavoro. Questo include l’introduzione di politiche che favoriscano una migliore condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne, nonché misure per ridurre il divario di genere nella retribuzione e promuovere un ambiente lavorativo inclusivo e diversificato.
Salari minimi
Nel 2017 l’UE ha confermato il proprio impegno a garantire un reddito equo per tutti i lavoratori. A seguito di una proposta della Commissione europea, i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo nel giugno 2022 sulla prima legislazione dell’UE per salari minimiadeguati.
Le nuove regole richiedono ai paesi dell’UE di assicurarsi che il loro salario minimo legale nazionale consenta uno standard di vita dignitoso. I deputati si aspettano che le regole si tradurranno in una crescita salariale reale e contribuiranno a ridurre la povertà lavorativa e il divario retributivo di genere, poiché quasi il 60% dei salariati minimi nell’UE sono donne.
Salute e sicurezza dei lavoratori
L’Unione europea ha adottato una legislazione nel campo della sicurezza e della salute dei lavoratori che integra e sostiene le iniziative degli stati membri.
La direttiva sulla promozione e il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante le ore lavorative istituisce dei requisiti minimi, si applica in quasi tutti i settori dell’attività pubblica e privata e definisce gli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Inoltre, ci sono norme precise che riguardano l’esposizione a sostanze tossiche, gruppi di lavoratori (come donne incinta o giovani lavoratori), compiti specifici (come la movimentazione manuale dei carichi) e luoghi di lavoro (come i pescherecci).
La direttiva sulla protezione dei lavoratori dai rischi legati all’esposizione a sostanze cancerogene e mutagene sul lavoro, per esempio, è regolarmente aggiornata con l’introduzione di limiti di esposizione per sostanze specifiche. Nel 2022 gli eurodeputati sono riusciti a far includere le sostanze nocive alla salute riproduttiva nell’ultima revisione della direttiva. Inoltre il Parlamento ha adottato norme specifiche tese a limitare l’esposizione all’amianto sui luoghi lavoro.
Gli Stati membri hanno la possibilità di introdurre standard più restrittivi nel momento in cui integrano la direttiva europea nella legislazione nazionale.
Con l’invecchiamento della forza lavoro e l’innalzamento dell’età pensionabile, il rischio di sviluppare problemi di salute è aumentato. Nel 2018 il Parlamento europeo ha adottato una relazione che propone misure volte a facilitare il rientro sul posto di lavoro dopo un congedo di malattia di lunga durata e facilitare l’inserimento dei malati cronici e dei disabili nella forza lavoro.
Conclusione
Le elezioni europee del 2024 hanno posto le basi per un futuro del lavoro in Europa caratterizzato da innovazioni, sfide e opportunità. L’Unione Europea è chiamata a fronteggiare le trasformazioni del panorama lavorativo, garantendo al contempo la protezione dei diritti dei lavoratori e la promozione di un ambiente lavorativo equo e sicuro.
Le politiche future dovranno affrontare le sfide emergenti, come la regolamentazione del lavoro sulle piattaforme digitali, la protezione dei dati dei lavoratori e la promozione della parità di genere. Tuttavia, con un impegno condiviso verso il benessere dei lavoratori europei e la creazione di un ambiente lavorativo inclusivo e sostenibile, l’UE può forgiare un futuro del lavoro all’altezza delle aspettative dei suoi cittadini.
